Thursday, December 05, 2002

Colpo di scena fra le corsie del Policlinico di Chicago
In E.R. muore il dottor Greene

“Cari soci in trincea, vi scrivo dalla spiaggia dove mi sto godendo un tramonto mozzafiato. Elisabeth è accanto a me, beve succo di frutta ma io sono molto più attratto dal mio margarita. Sono le 5.30. Rachel sta facendo sguazzare Ella in riva all’oceano; si sono messe in testa di trovare la conchiglia perfetta[…] Il mio lato più narcisista preferirebbe credere che senza di me non ve la caverete, ma quello razionale sa che siete una splendida squadra di medici ed infermieri che ogni giorno affronta il lavoro con passione, prontezza ed abnegazione. Per quanto riguarda i pazienti, so che la mia assenza si avvertirà a stento. Quanto all’amicizia e al cameratismo è tutta un’altra faccenda. Per riuscire ad andare via ho dovuto agire come ho agito, ma nessuno di voi deve pensare nemmeno lontanamente che non l’abbia stimato in tanti anni di lavoro comune o che non avessi cose più intime da confidare ad ognuno di voi. Immagino che a questo punto molti avranno capito benissimo a cosa mi riferisco, senza scendere in dettagli, Tuttavia… Ella ride e mi chiama, sembra impazzita. Rachel ha trovato la conchiglia.” Con una lettera, poche parole, esce di scena uno dei medici più amati della tv. I fan di “Ciccio” hanno consumato i fazzoletti di carta mentre Carter leggeva le ultime parole del dottor Greene. L’attore Anthony Edwards ha lasciato il cast di E.R. alla fine dell’ottava serie.
In un telefilm dove la morte è sempre presente, si è deciso di far scomparire uno dei suoi principali protagonisti con una semplice lettera, non ci sono sangue, defibrillatori o intubazioni. Il dottore è morto lontano dall’ospedale, ma volgendo un ultimo pensiero ad esso ed ai colleghi con i quali ha condiviso anni di duro lavoro ma anche momenti sereni e divertenti. Mark Greene ha lasciato il policlinico, ma la vita, inevitabilmente, continua il suo corso. Nuovi dottori, infermieri, pazienti percorrono i corridoi del pronto soccorso di Chicago, almeno per una nuova serie, la nona, in onda su Raidue il prossimo anno.
E’ già estate, il condizionatore è rotto, si parla di scarpe, arrivano nuovi pazienti in pericolo di vita e il fax di Greene appeso in bacheca vola via, viene staccato da un colpo di vento. E’ la fine? Il dottore buono è già stato dimenticato? Forse non è il desiderio di ricordare a tutti i costi una persona che la rende viva ma basta aver condiviso dei momenti, dei brevi attimi che racchiudono un piccolo tesoro, una parte di colui che non c’è più. Carter ha preso il posto di Greene: “Esistono due tipi di medici: quelli che si liberano dalle emozioni e quelli che ci convivono” parole che riecheggiano nella memoria, che riportano indietro nel tempo. Si torna alla prima serie del telefilm. In quell’occasione Carter si sente male dopo aver soccorso un paziente e Mark Greene conforta il giovane tirocinante dal cuore troppo tenero con le stesse parole.
Il tempo scorre velocemente nella fiction come nella vita reale e lunedì prossimo gli appassionati di E.R. che hanno pianto questa sera, accenderanno nuovamente il televisore e si sintonizzeranno su Raidue per seguire le nuove storie dei medici dell’Emergency Room. Ci sarà qualche telespettatore che sentirà la mancanza del dottor Greene? Comunque vada, addio Ciccio.


Desy